LIBELLULE SUL GRAPPA

Testo e foto di Fabio Danzi


INTRODUZIONE


Il Massiccio del Monte Grappa fa parte delle Prealpi Venete ed è delimitato a nord dalla conca Feltrina, a sud dalle colline Asolane e dalla pianura Bassanese, a est dalla Valle del Piave e a ovest dalla Valsugana (Fiume Brenta). L'altitudine di questa area geografica va dai 100 metri di quota della pianura ai 1775 metri della cima Grappa. Il territorio è diviso tra le province di Belluno, Treviso e Vicenza.


IL CLIMA


Le Prealpi formano una netta barriera tra la pianura Padana e le Alpi. L'aria umida che dalla pianura sale verso la cima si raffredda, si condensa e dà quindi origine a precipitazioni, più intense a mano a mano che si sale di quota. Le medie annue di precipitazione vedono infatti Bassano (129 metri d'altitudine) con 1173 mm. di pioggia, e 98 giorni piovosi annui, Crespano (300 metri) con 1667 mm. e 103 giorni piovosi, Possagno (329 metri) con 1441 mm. e 107 giorni di pioggia e Cima Grappa (1775 metri) con circa 1800 mm. di pioggia. I periodi più piovosi corrispondono alla primavera (generalmente nel mese di maggio) e all'autunno (di solito ad ottobre), mentre i più siccitosi sono in inverno (gennaio) e in estate (generalmente ad agosto, luglio nel 2006). In quota, nei mesi estivi, è facile notare la formazione di nebbie, causate dalla condensa dell'aria umida. Questo fenomeno impedisce al suolo di ricevere un certo calore proprio nei mesi più caldi e ciò influenza la vita vegetale e animale. Le nebbie si sviluppano più raramente in inverno in quanto l'aria tende ad essere più secca. Altro fenomeno interessante è l'inversione termica che si manifesta nelle zone di Feltre e Quero, aree riparate, poste in una conca, e in Val Cismon, causa l'influenza del lago del Corlo (L. Scuro, 1985). La copertura delle nebbie in quota fa si che l'escursione termica media in pianura sia più elevata che in quota. Valga come esempio che l'escursione a Bassano (129 m.) sia di 20,5 C°, a Possagno (329 m.) 18,3 C° e Cima Grappa (1775 m.) 15,9 C°.


LA PRESENZA DELL'ACQUA


Vista la morfologia carsica del Massiccio, in quota non sono presenti bacini d'acqua naturali. L'uomo ha dovuto impermeabilizzare piccole doline, in seguito riempite d'acqua piovana, per dare da bere al bestiame al pascolo. E' stato costretto a costruire pozzi per raccogliere l'acqua meteorica per uso domestico. Il sottosuolo è ricco di cunicoli e fessure che fanno filtrare l'acqua delle copiose piogge, la quale esce dal terreno solo in corrispondenza delle sorgenti a valle, poste soprattutto nella zona meridionale dell'area in esame. Dette sorgenti danno vita ad ambienti singolari che descriverò nei prossimi paragrafi.

In Europa sono conosciute 130 specie di libellule, delle quali 88 vivono nel nostro Paese; di queste, 61 sono note per il Veneto. alcune di queste specie vivono nella bassa pianura Padana mentre altre si rinvengono esclusivamente nelle vicinanze di torbiere e laghetti d'alta montagna.


LISTA DELLE SPECIE DI ODONATI DEL VENETO


1 - Calopteryx virgo padana Conci, 1956
2 - Calopteryx splendens caprai Conci, 1956
3 - Sympecma fusca (Van Der Linden, 1820)
4 - Lestes barbarus (Fabricius, 1798)
5 - Lestes virens vestalis Rambur 1842
6 - Lestes sponsa (Hansemann, 1823)
7 - Lestes dryas Kirby 1890
8 - Chalcolestes viridis viridis (Van Der Linden, 1825) 
9 - Platycnemis pennipes (Pallas, 1771)
10 - Pyrrhosoma nymphula (Sulzer, 1776)
11 - Ischnura elegans (Van Der Linden, 1820)
12 - Ischnura pumilio (Charpentier, 1825)
13 - Cercion lindeni (Selys, 1840)
14 - Coenagrion scitulum (Rambur, 1842)
15 - Coenagrion puella (Linnaeus, 1758)
16 - Coenagrion hastulatum (Charpentier, 1825)
17 - Coenagrion pulchellum (Van Der Linden, 1825)
18 - Enallagma cyathigerum (Charpentier, 1840)
19 - Erytromma najas (Hansemann, 1823)
20 - Erytromma viridulum (Charpentier, 1840)
21 - Ceriagrion tenellum (Villers, 1789)
22 - Gomphus vulgatissimus (Linnaeus, 1758)
23 - Gomphus flavipes (Charpentier, 1825)
24 - Onychogomphus forcipatus unguiculatus (Van Der Linden, 1820)
25 - Brachytron pratense (Muller, 1764)
26 - Aeshna juncea (Linnaeus, 1758)
27 - Aeshna caerulea (Strom, 1783)
28 - Aeshna cyanea (Muller, 1764)
29 - Aeshna mixta (Latreille, 1805)
30 - Aeshna affinis (Van Der Linden, 1820)
31 - Aeshna isosceles (Muller, 1767)
32 - Hemianax ephippiger (Burmeister, 1839)
33 - Anax imperator Leach, 1815)
34 - Anax parthenope (Selys, 1839)
35 - Cordulegaster boltoni boltoni (Donovan, 1807)
36 - Cordulegaster bidentata bidentata Selys, 1843)
37 - Cordulia aenea (Linnaeus, 1758)
38 - Epitheca bimaculata (Charpentier, 1825) L'ultima cattura in Italia in questa specie risale a circa 80 anni fa.
39 - Somatochlora alpestris (Selys, 1840)
40 - Somatochlora metallica (Van Der Linden, 1825)
41 - Somatochlora flavomaculata (Van Der Linden, 1825)
42 - Somatochlora arctica (Zetterstedt, 1840)
43 - Libellula depressa Linnaeus, 1758
44 - Libellula fulva Muller, 1764
45 - Libellula quadrimaculata Linnaeus, 1758
46 - Orthetrum cancellatum (Linnaeus, 1758)
47 - Orthetrum albistylum (Selys, 1848)
48 - Orthetrum coerulescens (Fabricius, 1798)
49 - Orthetrum brunneum brunneum (Fonscolombe, 1837)
50 - Crocothemis erythraea (Brullè, 1832)
51 - Sympetrum pedemontanum (Allioni, 1766)
52 - Sympetrum danae (Sulzer, 1776)
53 - Sympetrum depressiusculum (Selys, 1841)
54 - Sympetrum sanguineum (Muller, 1764)
55 - Sympetrum flaveolum (Linnaeus, 1758)
56 - Sympetrum fonscolombei (Selys, 1840)
57 - Sympetrum meridionale (Selys, 1841)
58 - Sympetrum striolatum (Charpentier, 1840)
59 - Sympetrum vulgatum (Linnaeus, 1758)
60 - Leucorrhinia dubia (Van Der Linden, 1825)
61 - Leucorrhinia pectoralis (Charpentier, 1825)


DESCRIZIONE DEI PRINCIPALI BIOTOPI PRESENTI SUL MASSICCIO MONTE GRAPPA


POZZE D'ALPEGGIO

Queste sono raccolte d'acqua artificiali, ubicate nei pressi delle malghe, caratteristiche per la loro esigua profondità e limitata estensione. Assenza o quasi di piante acquatiche le quali non sopravvivono al calpestio degli animali e all'acqua intorbidita dalle feci degli stessi. Sono gli unici ambienti acquatici in quota. Questi bacini sono stati costruiti con fondo in argilla pressata o in cemento e servono all'abbeveraggio del bestiame al pascolo. Alcuni, causa mancanza di manutenzione, stanno per essere invasi dal prato adiacente. Per salvaguardarli bisognerebbe rifare loro il fondo. Bell'esempio di questo ambiente sul M. Grappa è la pozza d'alpeggio di Campo Croce (TV) sita a 1000 m. di quota, la quale ospita una piantagione di Typha latifolia, una rarità in questi ambienti calpestati dal bestiame.


LE FOSSE DI LIEDOLO


Trattasi di due bacini acquei inquadrabili, secondo la classificazione delle acque interne di Pickler (1945), nella categoria "stagni". L'uno posto nel versante nord della formazione collinare del Collalto, a circa 150 metri di quota e l'altro nel versante nord della collina di San Lorenzo, a quota 150 metri, nei pressi del paese di Liedolo in comune di San Zenone degli Ezzelini (TV). Complessivamente la loro superficie è di circa 15000 mq.
Sono due bacini di escavazione dell'argilla che in seguito ad abbandono avvenuto circa 60 - 70 anni fa, si sono riempiti d'acqua e impaludati.
Sono alimentati da piccole risorgive, ma soprattutto dalle piogge e non giungono a prosciugamento neppure nelle estati più torride (bacini perenni).
Lo stagno del Collalto è stato bonificato nel 1990 ed è tuttora in ottimo stato conservativo. Purtroppo sono state immesse specie ittiche per la pratica della pesca sportiva (libera in questo specchio d'acqua). Qui troviamo il pesce Gatto, introdotto in Italia dall'America nei primi anni del 1900 e la Carpa, originaria delle regioni Asiatiche e dei paesi dell'Est Europeo. Introdotta in Italia nel primo secolo dopo Cristo dalle truppe Romane e allevata in peschiere dai monaci nel Medio Evo per essere consumata il venerdì, giorno di magra.
Questi pesci introdotti, uniti alle specie autoctone, sono un grave pericolo per le larve e le ninfe di molti insetti acquatici (quali coleotteri, libellule ecc..).
Lo stagno al Col di San Lorenzo è attualmente in totale abbandono anche se, anni fa, il comune di Romano d'Ezzelino, lo aveva inserito nel progetto "Parco degli Ezzelini", bonificato, creato un sentiero natura che conduceva fino allo specchio d'acqua e poi .....abbandonato a sé stesso. Il bosco e i rovi lo stanno invadendo.


L'OASI DI SAN DANIELE


Sito posto a 160 metri di quota, tra l'abitato di Mussolente e Santa Eulalia, in località San Daniele, comune di San Zenone degli Ezzelini (TV). La superficie stimata è di 13 ettari ed è formata da boschi, da prati aridi, da zone coltivate, da piccole colline e da una zona umida. Quest'ultima originatasi dopo l'abbandono, avvenuto qualche decennio fa, della cava d'argilla.
La zona umida è inquadrabile nella categoria "paludi", non supera il metro di profondità ed è invasa dalla vegetazione. L'acquitrino è alimentato da una piccola risorgiva e soprattutto da acque meteoriche. Nell'arco dell'anno esso subisce elevati sbalzi idrici a causa periodi siccitosi o abbondanti piogge, ma non arriva mai al totale prosciugamento. Qui è presente una vasta piantagione di Typha latifolia, la quale ha invaso quasi tutta l'area umida e potrebbe causare il naturale interramento dell'acquitrino. Questa piantagione andrebbe ridotta con interventi di manutenzione. Sono presenti pure la Typha angustifolia, pianta rara nella fascia prealpina, e il giunco che occupa una vasta zona dell'acquitrino. Il comune di San Zenone degli Ezzelini, anni fa, identificò l'area come inedificabile a causa del pericolo di esondazione e propose l'area ex cava di San Daniele come parco d'interesse comunale. Diede così il via ai lavori di bonifica e sistemazione del parco con costruzione di un sentiero in ghiaino, una passerella sopraelevata in legno che permettesse l'osservazione da vicino della zona paludosa, la creazione d'alcune piccole raccolte d'acqua didattiche a consulto delle scolaresche e dei visitatori.


LE EX RISERE DI SEMONZETTO


Area umida pianeggiante con superficie di circa 40000 mq. Sita a quota 160 - 180 metri, in comune di Borso del Grappa (TV). Detta zona presenta perenni sorgenti d'acqua, alcune delle quali sono state coperte di recente dall'uomo, al fine di poter praticare l'agricoltura. La zona presenta prati umidi che sono regolarmente falciati mentre nelle colline si allevano i bovini. L'area è attraversata da una fitta rete d'interessanti corsi d'acqua, un tempo utilizzati per l'alimentazione delle risaie (da qui il nome di risere). In questi ambienti sono stati individuati importanti siti di vita di Crocus biflorus, Carex gracilis, Eleocharis uniglumis, Taraxacum palustre, Filipendula ulmaria, Scutellaria galericulata e Succisa pratensis (G. Busnardo, 2003).


AREA VALLIVA LUNGO IL TORRENTE MUSON


L'area, che ha uno sviluppo di 2 chilometri, è sita tra i comuni di Monfumo e Asolo, in provincia di Treviso e comprende le zone umide alla destra e sinistra del torrente Muson, a quota compresa tra 100 e 120 metri. Di grande interesse è la porzione adiacente l'abitato di Pagnano d'Asolo (TV). E' composta da cenosi di fossati e pantani stabili con belle zone di saliceti e ontaneti lungo il torrente. Recenti studi botanici da parte del Busnardo (Busnardo, 2003), hanno messo in evidenza, lungo l'argine del torrente Muson, interessanti stazioni di Trifolium resupinatum e Solanum sublobatum. Altro motivo d'interesse floristico è la scoperta, sul greto del torrente, dell'Eragrotis virescens. Le sponde del torrente sono in abbandono ma esiste un "progetto Muson" che interessa tutti i comuni di zona, atto a valorizzare e bonificare le sponde e a realizzare una pista ciclabile lungo le sponde del corso d'acqua. Si spera che ciò non comporti la distruzione dei preziosi biotopi di sponda, i quali danno vita ad aree idonee alla vita di molte specie vegetali e animali. Qui trova l'habitat ideale la Calopteryx splendens caprai Conci, 1956, odonato raro nella pedemontana del Monte Grappa.


CAMPIEN E VALLE ACQUA MORTA


Ambiente vallivo di forma allungata che occupa una superficie di circa 30000 mq., ubicato in comune di Monfumo (TV) a quota compresa tra 130 e 150 metri. In tutta la zona è praticata l'agricoltura. La valle è percorsa da uno stretto corso d'acqua con sponde incolte. La fitta vegetazione, sia erbacea sia arborea, crea lembi di torrente particolarmente ombrosi. Il torrente del fondovalle è alimentato da piccoli corsi d'acqua laterali e da sorgenti perenni, che formano piccoli stagni, in uno dei quali volano esemplari della libellula Somatochlora metallica (Van Der Linden, 1825).
In questi ambienti troviamo canneti, giuncheti e cariceti. In questo sito si segnala la presenza delle seguenti specie erbacee (Busnardo, 2003): Erianthus hostii, specie rarissima e poco nota, Tetragonolobus maritimus, Salix apennina e Solanum carolinense (trattasi di nuova pianta infestante del mais in zone umide).


LAGO DEL CORLO


Si tratta di un bacino artificiale che prende il nome dalla piccolissima borgata che sovrasta la diga, costruita nel 1954 a sbarramento del profondo canyon del torrente Cismon, nel suo tratto prima dello sbocco in Valsugana. Con la diga fu sommerso quasi l'intero abitato di Rocca. La superficie del lago è di Kmq. 2,450, ed è sito in provincia di Belluno. Le sue rive sono piuttosto ripide e quindi inospitali per le larve di odonati, le quali trovano il loro ambiente di sviluppo solo al lato nord, in località San Michele e Ponte, ove esistono sponde pianeggianti larghe circa 200 metri, le quali sono sommerse dalle acque solamente nei periodi di piena del bacino idroelettrico.


Tab. 1 Riepilogo dei principali biotopi oggetto d'indagine.


B. 1 - Torrente Cismon (BL) località Giaroni m 270:
B. 2 - Valle delle Bocchette (BL) m 1300 in pozze d'alpeggio:
B. 3 - Campo Croce (TV) m 1000 in pozza d'alpeggio:
B. 4 - Stagno Orientale del Collalto (TV) m 150 Fosse di Liedolo:
B. 5 - Stagno Occidentale del Col di San Giovanni (TV) m 150 Fosse di Liedolo:
B. 6 - Oasi di San Daniele (TV) m 160:
B. 7 - Ex risere di Semonzetto (TV) m 160/180:
B. 8 - Torrente Muson (TV) m 100/120:
B. 9 - Campien e Valle Acqua Morta (TV) m 130/150:
B.10 - Lago del Corlo (BL) m 300:


LE SPECIE DEL MASSICCIO MONTE GRAPPA.


CALOPTERYGIDAE


Calopteryx virgo (Linnaeus, 1758)
Dimensioni: maschio addome 33-39 mm., ali posteriori 27-34 mm. femm. add. 35-37 , ali post. 32-36.
Distribuzione. Tutta Italia. Europa, eccetto l'estremo nord, nord Africa (D'Aguilar & al. 1998). Sul Massiccio Monte Grappa vive la sottospecie C. virgo padana Conci, 1956. I maschi possono presentare l'ala completamente oscurata, dalla base all'apice e sono ascrivibili alla forma schmidti Conci.
Habitat: le ninfe si sviluppano in corsi d'acqua puliti e ben ossigenati, generalmente abbastanza stretti, in zone ombrose e con discreta corrente. Adulti negli stessi ambienti. E' specie frequente in pianura. Gli adulti generalmente si osservano numerosi, appoggiati sulle piante erbacee o arboree, nei pressi dei corsi d'acqua. 
Periodo di volo: Primi adulti compaiono già nel mese di marzo ma in genere da maggio alla fine di settembre, primi di ottobre. 
Note: questa specie, nella pianura Padana, sembra essere in declino a causa della sparizione o dell'inquinamento dei corsi d'acqua necessari al suo sviluppo. Attualmente al piano basale del Monte Grappa la specie è abbondante nei biotopi adatti. Questo testimonierebbe il buono stato di salute delle acque della pedemontana del Monte Grappa.


Calopteryx splendens (Harris, 1782)
Dimensioni: masch. add. 33-39, ali post. 27-32, femm. add. 33-40, ali post. 31-36.
Distribuzione: Tutta Italia. Europa, Asia eccetto l'estremo nord (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe di questa specie, a differenza della C. virgo, prediligono i corsi d'acqua a deflusso lento. Gli adulti si osservano negli stessi ambienti. Rispetto la C. virgo non è essenzialmente legata ad acque molto ossigenate, frequentando pure quelle stagnanti e i fossi ricchi di vegetazione.
Periodo di volo: osservata nei mesi di luglio e agosto
Note: La specie è da ritenersi molto localizzata e rara. Al momento è stata da me osservata solo a Pagnano d'Asolo, lungo le sponde del Torrente Muson, confermando la segnalazione di Minelli (1966).


LESTIDAE


Chalcolestes viridis viridis (Van Der Linden, 1825)
Dimensioni : masch. add. 33-40, ali post. 23-25, femm. add. 30-35, ali post. 25-28.
Distribuzione: tutta Italia. Europa media e meridionale, Africa del nord (D'Aguilar & al. 1998)
Habitat. le ninfe si sviluppano in acque stagnanti o a lento decorso di pianura. Può raggiungere i 1350 metri d'altitudine (Faton 1997). Gli adulti s'allontanano dall'acqua e rimangono nascosti tra la vegetazione arborea. 
Periodo di volo: agosto e settembre.


PLATYCNEMIDAE


Platycnemis pennipes (Pallas, 1771)
Dimensioni: masch. add. 27-31 mm., ali post. 19-22, femm. add. 27-31, ali post. 20-23.
Distribuzione: Tutta Italia. Europa media e orientale, Asia e Medio Oriente (D'Aguilar & al. 1998)
Habitat: questa specie si sviluppa nelle acque sia stagnanti sia correnti della pianura.
Periodo di volo: Da maggio a settembre.





COENAGRIONIDAE


Pyrrhosoma nymphula (Sulzer, 1776)
Dimensioni: masch. add. 25-29 mm. ali post. 19-22, femm. add. 26-28, ali post. 21-24.
Distribuzione: tutta Italia. Europa, eccetto l'estremo nord, Asia Minore, Marocco (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque correnti o stagnanti di varia natura: ruscelli a corrente forte e con acque limpide, stagni, fossi, canali, laghi. Adulti nei pressi degli stessi biotopi, dalla pianura ai 2000 metri d'altitudine (D'Aguillar & al. 1998)
Periodo di volo: specie generalmente precoce. Nella zona oggetto di studio è stata osservata nel mese di maggio.


Ischnura elegans (Van der Linden, 1820)
Dimensioni: masch. add. 22-28 mm., ali post. 14-18, femm. add. 22-29, ali post. 15-20.
Distribuzione: tutta Italia eccetto la Sardegna. Europa e Asia (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque a debole corrente, anse di torrente, fossi, stagni, anche in bacini temporanei. Comunissima in pianura giunge sino alle pozze d'alpeggio in quota.
Periodo di volo: Da maggio ad ottobre.


Coenagrion puella (Linnaeus, 1758)


Dimensioni: masch. add. 23-30 mm., ali post. 16-22, femm. add. 25-29, ali post. 19-23.
Distribuzione: tutta Italia. Tutta Europa eccetto la zona settentrionale, Africa del nord, Asia (D'Aguilar & al. 1998). Habitat: le ninfe si sviluppano in acque stagnanti di diversa natura: stagni, anse di laghi, pozze d'alpeggio, ma anche in anse di torrenti. Adulti negli stessi ambienti.
Periodo di volo: da maggio all'inizio di settembre


Coenagrion pulchellum (Van der Linden, 1825)
Dimensioni: masch. add. 24-30 mm., ali post. 16-21, femm. add. 23-30, ali post. 18-23.
Distribuzione: tutta Italia eccetto Sicilia e Sardegna. Europa, eccetto l'area settentrionale, Medio Oriente, Asia (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque stagnanti.Adulti negli stessi biotopi.
Periodo di volo: E' specie precoce.


Enallagma cyathigerum (Charpentier, 1840)
Dimensioni: masch. add. 24-28 mm. ali post. 18-20, femm. add. 25-28, ali post. 19-21.
Distribuzione: tutta Italia eccetto Sicilia e Sardegna. Europa, Africa del Nord, America boreale (D'Aguilar & al. 1998). Habitat: larve in acque stagnanti di varia natura, fossi stagni, pozze d'alpeggio. Adulti nei medesimi biotopi. 
Periodo di volo: da luglio a settembre.


GOMPHIDAE


Onychogomphus forcipatus (Linnaeus, 1758)
Dimensioni: masch. add. 32-38 mm., ali post. 25-31, femm. add. 31-37, ali post. 27-35. 
Distribuzione: tutta Italia. Europa, Asia, Africa del Nord (D'Aguillar & al. 1998). La sottospecie Onychogomphus forcipatus unguiculatus (Van der Linden, 1820) ; distribuita nel basso Mediterraneo occidentale, Italia eccetto Calabria e Sicilia (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque correnti di fiumi, in anse tranquille, torrenti, raramente in acque stagnanti. Adulti negli stessi biotopi, dai quali si possono allontanare e quindi incontrare sui sentieri e nei boschi. 
Periodo di volo: da fine maggio (Danzi) a settembre.
Note: interessante notare che, a distanza di oltre 40 anni (il reperto segnalato da Minelli (1966) è del 1964) la specie sia stata ritrovata nello stesso biotopo di Pagnano d'Asolo lungo il torrente Muson).


AESHNIDAE


Aeshna juncea (Linnaeus, 1758)
Dimensioni: masch. add. 53-59 mm., ali post. 41-48, femm. add. 50-55, ali post. 42-47. 
Distribuzione: Italia solo sulle Alpi e Prealpi. Presente in tutti i massicci montagnosi dell'Europa occidentale. Europa centrale e settentrionale, al sud e all'ovest sui massicci montuosi. Asia e nord America. (D'Aguilar & al. 1998)
Habitat: le ninfe si sviluppano nelle pozze d'alpeggio
Periodo di volo: da luglio a settembre.


Aeshna cyanea (Müller, 1764)
Dimensioni: masch. add. 51-60, ali post. 49-52, femm. add. 50-57, ali post. 50-53.
Distribuzione: tutta Italia tranne che Puglia e Basilicata, probabilmente per scarse ricerche. Europa sino alla Siberia. Anticamente citata del nord del Marocco e d'Algeria (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe in acque ferme anche di limitatissima estensione come i laghetti ornamentali presenti nei giardini. Raramente in acque a debole corrente. Laghi, stagni e pozze d'alpeggio. Gli adulti si allontano anche parecchio dai luoghi di riproduzione e si possono osservare nei boschi, lungo strade e sentieri e anche in pieno centro abitato. 
Periodo di volo: da agosto ad ottobre ed oltre.


Aeshna mixta (Latreille, 1805)
Dimensioni: masch. add. 44-49 mm., ali post. 37-39, femm. add. 45-48, ali post. 39-40.
Distribuzione: tutta Italia, sembra mancare in Basilicata e Calabria ma ciò è probabilmente causa di difetto di ricerche. Dall'ovest dell'Europa e Nord Africa, alla Cina e al Giappone (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque stagnanti o poco correnti, fossi, stagni, acque temporanee. Adulti anche lontano dalle raccolte d'acqua, anche in ore serali, a caccia in aggregazione con altre specie di Aeshna. Operano anche vere e proprie migrazioni. 
Periodo di volo: da luglio ad ottobre. 


Aeshna affinis (Van der Linden, 1820)
Dimensioni: masch. add. 47-48, ali post. 38-41, femm. add. 45-47, ali post. 39-41.
Distribuzione: tutta Italia eccetto gli Abruzzi. Europa centrale e meridionale, Asia (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque stagnanti in terreno aperto o a copertura boschiva. Anche in bacini temporanei. Come altre Aeshna vola anche lontano dai siti di riproduzione e presenta anche costumi crepuscolari (vedi scheda Aeshna mixta
Periodo di volo: nella zona in esame è stata osservata solamante nel mese di luglio.
Note: specie in espansione verso i paesi del nord Europa (D'Aguilar & al. 1998). In Italia questa specie è sempre sporadica ma al nord sembra essere effettivamente rara. Il ritrovamento sul Monte Grappa, in orario serale, può far pensare che ricerche mirate, in questo periodo del giorno, potrebbero far emergere altri siti frequentati da questa specie.


Anax imperator Leach, 1815


Dimensioni: masch. add. 53-61 mm., ali post. 45-50, femm. add. 49-57, ali post. 46-51.
Distribuzione: tutta Italia. Europa eccetto il nord, Africa, Medio Oriente e una parte dell'Asia (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe in acque stagnanti, pozze, fossi, stagni, laghi, a volte in acque a debole corrente (Carchini), invasi artificiali, pozze d'alpeggio. Gli adulti si spostano anche parecchio dai luoghi di riproduzione. 
Periodo di volo: da maggio ad agosto. Questa specie, sul Massiccio Monte Grappa, sembra sparire con l'arrivo del mese di settembre e lasciare il posto a Aeshna cyanea in pianura e a Aeshna juncea e Aeshna cyanea, in montagna.
Note: questa specie, sul Massiccio Monte Grappa, sembra sparire con l'arrivo del mese di settembre e lasciare il posto a Aeshna cyanea in pianura e a Aeshna juncea in montagna. In quota quest'ultima condivide le pozze d'alpeggio con la frequente A. cyanea.


CORDULEGASTERIDAE


Cordulegaster boltoni (Donovan, 1807)
Dimensioni: masch. add. 54-61, ali post. 41-47, femm. add. 61-64, ali post. 45-46.
Distribuzione: Europa e Africa del Nord (Lohmann 1992).Alla sottospecie Cordulegaster boltoni boltoni (Donovan, 1807) si possono riferire le popolazioni di: Piemonte, Lombardia, Tre Venezie, Liguria, Emilia, Isola d'Elba, Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Campania.
Habitat: la ninfa si sviluppa solamente in acque correnti vivaci, ruscelli di piccole dimensioni, torrenti, fiumi. Gli adulti volano sugli stessi ambienti dai quali però si allontanano spesso (D'Aguilar & al. 1998
Periodo di volo: al momento, nella zona in esame questa specie è stata osservata nel mese di luglio.
Note: prima segnalazione per il Monte Grappa di specie molto rara e localizzata.


CORDULIIDAE


Cordulia aenea (Linnaeus, 1758)
Dimensioni: masch. add. 33-38 mm., ali post. 31-34, femm. add. 33-39, ali post. 34-35.
Distribuzione: Europa, Asia fino al Giappone e citata dell'Africa del Nord. In Italia è segnalata di località alpine, subalpine e padane in Piemonte, Lombardia e Tre Venezie. Segnalata anche dell'Appennino meridionale di Basilicata e Lazio. 
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque stagnanti di diversa natura: piccoli bacini, grandi stagni e laghi alpini, torbiere acide o alcaline sino ai 1800 metri di quota. Gli adulti volano anche molto lontano dagli ambienti d'acqua e si possono osservare volare in praterie o nei boschi (D'Aguilar & al. 1998).
Periodo di volo: è specie precoce e vola già da aprile/maggio.
Note: Cordulia aenea (Linnaeus, 1758) si spinge raramente a sud delle Alpi e in Pianura Padana è specie rara e localizzata. 


Somatochlora metallica (Van der Linden, 1825)
Dimensioni: masch. add. 37-40, ali post. 34-37, femm. add. 40-44, ali post. 34-38. 
Distribuzione: Italia: Piemonte, Lombardia, Tre Venezie. Europa e Asia (D'Aguilar & al. 1998). 
Habitat: ninfe in acque stagnanti: fossi, stagni, torbiere, laghi, laghi in quota, raramente in acque correnti di ruscelli. Sono state trovate ninfe in pozze di grotta e caverne (D'Aguilar & al. 1998). Gli adulti si possono osservare anche molto lontano dai bacini idrici. Rara in pianura, eccetto la zona a risaie del Vercellese, giunge ai 2400 metri di quota, ove nelle torbiere può essere presente in gran numero d'individui (Lago delle Buse (TN) Gruppo Montuoso del Lagorai m 2000,leg. Danzi, 2006).
Periodo di volo: da luglio a settembre.


LIBELLULIDAE


Libellula depressa Linnaeus, 1758
Dimensioni: masch. add. 26-28, ali post. 34-36, femm. add. 22-28, ali post. 33-37.
Distribuzione: tutta Italia. Europa, ovest dell'Asia (D'Aguilar & al. 1998
Habitat: specie pioniera, si sviluppa in qualsiasi ambiente d'acqua stagnante o a debole corrente, anche in piccole pozze di giardino. Gli adulti frequentano gli stessi ambienti ma si possono allontanare anche parecchio e allora saranno osservabili nelle radure dei boschi, sui sentieri ecc. Dalla pianura a circa 1500 metri di quota.
Periodo di volo: da fine aprile ad agosto inoltrato (D'Aguilar & al. 1998). Settembre (Danzi, 2006)
Note: questa specie è frequente in tutta Italia, anche se sembra in netto declino. Interessanti le osservazioni di volo alla prima settimana di settembre sul M. Grappa a 1300 m (Danzi, 2006)


Libellula fulva (Müller, 1764)
Dimensioni: masch. add. 26-29 mm., ali post. 33-38, femm. add. 26-29, ali post. 34-37.
Distribuzione: tutta Italia. Europa eccetto il nord, Asia Minore (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque stagnanti o a debole corrente, stagni, anse di fiume, fossi. Gli adulti rimangono nei pressi degli stessi. Dalla pianura ai 900 metri di quota (D'Aguilar & al. 1998).
Periodo di volo: nella zona in esame è stata osservata in maggio.


Libellula quadrimaculata Linnaeus, 1758
Dimensioni: masch. add. 27-32 mm., ali post. 32-36, femm. add. 28-31, ali post. 33-39.
Distribuzione: tutta Italia eccetto Puglia, Calabria, Sardegna.Specie circumboreale, rappresentata fino al cuore dell'Asia, dalla Cina e Giappone al Kamciatca e America del nord fino al Chebec (carta di ripartizione mondiale D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe in acque stagnanti di qualsiasi natura. Questa specie, causa particolari situazioni ambientali, può compiere autentiche migrazioni. 
Periodo di volo: questa specie è stata osservata nel mese di luglio.


Orthetrum cancellatum (Linnaeus, 1758)
Dimensioni: masch. add. 30-35 mm., ali post. 35-40, femm. add. 29-34, ali post. 35-41.
Distribuzione: tutta Italia. Europa eccetto il nord, nord Africa, Asia fino al nord dell'India e Taiwan (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in acque stagnanti di qualsiasi natura, soprattutto di pianura, così in laghi e torbiere di montagna. Gli adulti possono allontanarsi parecchio dalle raccolte acquee. 
Periodo di volo: questa specie vola nei mesi di luglio e agosto.


Orthetrum albistylum (Sélys, 1848)
Dimensioni: masch. add. 32-34 mm., ali post. 34-36, femm. add. 31-33, ali post. 34-38.
Distribuzione: in Italia è segnalata di Piemonte, Lombardia, Tre Venezie ed Emilia. Sud Europa, Asia fino al Giappone (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe in acque stagnanti, raramente in acque debolmente correnti. Adulti sui medesimi biotopi. 
Periodo di volo: adulti osservati nel mese di luglio.


Orthetrum coerulescens (Fabricius, 1798)
Dimensioni: masch. add. 25-31 mm., ali post. 28-33, femm. add. 26-30, ali post. 28-31.
Distribuzione: tutta Italia eccetto Sicilia e Sardegna ove è sostituito da Orthetrum ramburi (Sélys, 1848). Europa centrale e occidentale, raro al nord (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: le ninfe si sviluppano in torrenti, ruscelli, sorgenti, stagni, torbiere, anche in acque con superficie di appena qualche decimetro quadrato. Gli adulti possono anche allontanarsi dagli ambienti acquatici.
Periodo di volo: da giugno a settembre.


Orthetrum brunneum (Fonscolombe, 1837)
Dimensioni: masch. add. 29-31 mm., ali post. 34-35, femm. add. 29-30, ali post. 34-35.
Distribuzione: tutta Italia. Dall'Europa occidentale e il nord Africa alla Cina (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe in acque stagnanti o a corrente lenta, ruscelli, fossi, stagni.
Periodo di volo: da giugno ad agosto.
Note: è interessante notare come, a distanza d'anni dalla segnalazione di Minelli per Pagnano d'Asolo, la specie sia ancora presente in questa località e anzi sia presente anche in altri biotopi, a volte con diversi individui (Torrente Cismon; Danzi 2007). E' stata da me raccolta anche sulle colline di Bassano (destra orografica del Fiume Brenta) lungo un piccolo corso d'acqua in località Acque di San Giorgio (VI), 2 $$, 30.VII.2006.

Crocothemis erythraea (Brullé, 1832)
Dimensioni: masch. add. 23-29 mm., ali post. 27-32, femm. add. 22-28, ali post. 27-32.
Distribuzione: tutta Italia. Dall'Europa all'Africa del nord e al nord est dell'India (D'Aguilar & al. 1998) Negli ultimi trent'anni la specie è in netta espansione verso nord, probabilmente causa i cambiamenti climatici (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe principalmente in acque stagnanti, stagni, laghi, risaie, torbiere. Adulti negli stessi ambienti, dai quali si possono allontanare ed effettuare lunghe migrazioni. 
Periodo di volo: da maggio a settembre.


Sympetrum sanguineum (Müller, 1764)
Dimensioni: masch. add. 20-24 mm., ali post. 23-28, femm. add. 22-26, ali post. 25-29.
Distribuzione: tutta Italia eccetto Friuli e Liguria. Europa e Asia centro meridionale, nord Africa (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: di preferenza in acque stagnanti o corsi d'acqua a corrente molto lenta. Stagni, torbiere, laghi. Adulti nei pressi degli stessi ambienti.
Periodo di volo: nella zona in esame questa specie è stata osservata nel mese di settembre.


Sympetrum fonscolombei (Sélys, 1840)
Dimensioni: masch. add. 24-28 mm., ali post. 26-30, femm. add. 24-28, ali post. 27-31.
Distribuzione: tutta Italia. Europa centro meridionale, Asia occidentale e centrale, Africa del nord (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe in acque stagnanti soprattutto di pianura: laghi, stagni. Adulti nei pressi di detti ambienti ma possono compiere lunghe migrazioni.
Periodo di volo: da giugno a settembre.


Sympetrum meridionale (Sélys, 1841)
Dimensioni: masch. e femm. add. 24-26 mm., ali post. 26-30. 
Distribuzione: tutta Italia. Dal sud ovest dell'Europa all'est dell'Asia, Africa del nord, Asia Minore (D'Aguilar & al. 1998).
Habitat: ninfe in acque soprattutto stagnanti. Gli adulti di questa specie possono compiere migrazioni.
Periodo di volo: luglio e agosto.


Sympetrum striolatum (Charpentier, 1840)
Dimensioni: masch. add. 25-30 mm., ali post. 25-30, femm. add. 25-29, ali post. 26-30.
Distribuzione: tutta Italia. Dall'Africa del nord e dall'ovest Europa al Giappone (D'Aguilar & al. 1998). 
Habitat: ninfe in acque stagnanti o debolmente correnti di diversi tipi: stagni, fossi, laghi e ruscelli. Gli adulti di questa specie si spostano anche su grandi distanze.
Periodo di volo: da luglio ad ottobre.


Sympetrum vulgatum (Linnaeus, 1758)
Dimensioni: masch. add. 24-28 mm., ali post. 24-29, femm. add. 24-27, ali post. 26-29.
Distribuzione: Europa e Asia, fino al Giappone (D'Aguilar & al. 1998). Per l'Italia è segnalata di Lombardia, Tre Venezie, Liguria, Emilia ed Abruzzo.
Habitat: vive di preferenza in acque stagnanti o leggermente correnti poco profonde: fossi, stagni, laghi, zone calme di fiumi e branche morte degli stessi. Compie spostamenti anche a grandi distanze.
Periodo di volo: nella zona in esame è stata osservata solamente nel mese di luglio.


Tab. 2 Specie di Odonati (esemplari adulti) raccolte ai principali biotopi del Massiccio Monte Grappa nella ricerca del 2006 / 2007. Tengo a ricordare che la cattura in un determinato biotopo, dell'esemplare adulto, non è certezza che quella specie si riproduca in quell'ambiente

Discussioni:
Prima di questa ricerca, per il Massiccio Monte Grappa, erano segnalate 21 specie di Odonati (Barillaro 1998). Le più interessanti erano: Orthetrum albistylum (Selys, 1848), specie rarissima raccolta in un solo esemplare femmina (Barillaro) e Coenagrion pulchellum (Van Der Linden, 1825) raccolto solo 1 maschio nel 1994 (Barillaro).
Con le ricerche del 2006 / 07, le entità censite in zona salgono a 31, circa il 50 % in più delle precedenti segnalazioni.
Alcune di queste entità sono estremamente interessanti:


Calopteryx splendens caprai Conci, 1956, segnalata da Minelli (1966) a Pagnano d'Asolo lungo il Torrente Muson e ivi ritrovata nel 2006 / 2007, ove convive con Calopteryx vitgo padana Conci, 1956 (Danzi). Al momento questa è l'unica località che ospita questa specie mentre, dalle ricerche sono emersi nuovi siti che ospitano la C. virgo padana Conci, 1956.


Aeshna juncea (Linnaeus, 1758), specie molto frequente sulle pozze d'alpeggio in quota, ma che non era mai stata segnalata per il Monte Grappa.


Aeshna affinis (Van Der Linden, 1820), prima segnalazione per il Grappa di specie molto rara al nord Italia. E' stata raccolta in una sola stazione, Borso del Grappa. I bacini idrici più vicini a questa stazione sono: la palude dell'Oasi di San Daniele e gli stagni di Liedolo, nei quali la specie si potrebbe sviluppare.


Cordulegaster boltoni boltoni (Donovan, 1807), specie molto rara. Prima segnalazione per il Massiccio Monte Grappa, ove è stata al momento raccolta solo lungo le rive del Torrente Cismon (BL).


Cordulia aenea (Linnaeus, 1758), Questa spacie non vola mai in gran numero d'esemplari e generalmente vola lontano dagli specchi d'acqua e a considerevole altezza dal suolo, così che, l'osservazione e la cattura della specie, sono rese molto difficoltose. Prima segnalazione per il Monte Grappa.


Somatochlora metallica (Van Der Linden, 1825), specie comune nelle torbiere delle montagne del Trentino e Veneto, rara in pianura Padana, eccetto in certe località coltivate a risaie. Prima segnalazione per il Monte Grappa.


Libellula quadrimaculata Linnaeus, 1758, della quale ho osservato qualche esemplare in quota e non ho ancora accertato la presenza alle pendici del Monte Grappa. Questa specie è indicata come comune in tutte le regioni Italiane, ma sul Grappa sembra sporadica e forse in declino.


Orthetrum albistylum (Sélys, 1848), specie rarissima, segnalata già dalla dott. Barillaro, che nel 1994 catturava una femmina (Barillaro 1998). Presenza da me accertata con la cattura di un solo maschio. Altre mie osservazioni non hanno dato esito positivo.


Sympetrum meridionale (Sélys, 1841), specie sporadica nella zona oggetto di studio, raccolto un esemplare da Minelli nel 1963 in località vicina alla zona della presente ricerca, non raccolta da Barillaro (1998) e osservate solo 2 femmine nel 2006 (Danzi).


Sympetrum vulgatum (Linnaeus, 1758), nelle regioni italiane in cui vive è specie molto localizzata e non frequente. Già segnalata del Veneto, non era mai stata osservata sul Massiciio Monte Grappa, ove è stato raccolto un solo esemplare maschio nel 2007 (Danzi).


Specie raccolte (Danzi 2006 / 07) non segnalate nel lavoro di Barillaro (1998):


1 Calopteryx splendens caprai Conci, 1956 già segnalata da Minelli (1966)
2 Onycogomphus forcipatus unguiculatus (Van Der Linden, 1820)
3 Aeshna juncea (Linnaeus, 1758)
4 Aeshna affinis (Van Der Linden, 1820)
5 Cordulegaster boltoni boltoni (Donovan, 1807)
6 Cordulia aenea (Linnaeus, 1758)
7 Somatochloora metallica (Van Der Linden, 1825)
8 Libellula quadrimaculata Linnaeus, 1758
9 Sympetrum meridionale (Sélys, 1841)
10 Sympetrum vulgatum (Linnaeus, 1758)


Specie raccolte da Barillaro (1998), non raccolte nella presente ricerca :


1 Coenagrion pulchellum (Van Der Linden, 1825)


Tutte le specie segnalate per il Monte Grappa dal Prof. Minelli (1966) sono state raccolte durante questa ricerca.
Gli esemplari catturati sono conservati nella collezione dell'autore. In un apposito schedario (custodito dall'autore) si trovano i dati di cattura degli esemplari che dopo la classificazione sono stati liberati sul posto.

Si ritiene che, l'abbandono delle cave di argilla nella zona pedemontana, abbia contribuito in modo sostanziale allo sviluppo delle diverse specie di libellule. Pertanto si segnala l'importanza che queste "Oasi" vengano valorizzate e protette.


Ringraziamenti :


Si ringrazia: il Prof. Alessandro Minelli del Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Padova, la Dott. Cristina Busatta conservatrice del Museo di Storia Naturale di Bassano del Grappa, e il Dott. Giuseppe Busnardo.


Bibliografia


AA. VV., 1998. Incontri con il Grappa, sulle tracce degli animali. Centro incontri con la natura Don Paolo Chiavacci 
Crespano del Grappa (TV), Moro.

Busnardo G., 2004. Biotopi umidi relitti nei Colli Asolani (TV): catalogazione e note floristiche. De Rerum natura,
quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia Montebelluna, n° 2 pp. 7 - 53

Carchini G., 1983. Odonati. Guide per il riconoscimento delle specie animali delle acque interne italiane. Consiglio
Nazionale delle ricerche, Aq /1 / 198. 

Conci C. e Nielsen C., 1956. Odonata. Fauna D'Italia. Vol. 1, Calderini, Bologna. 

D'Aguilard, Dommanget, Prechac., 1985. Guide des libellule d'Europe et d'Afrique du Nord. Delachaux et Niestlè S. 
A., Y. E D. Perret, Neuchatel, Paris. 

Minelli A., 1966. Odonati del Veneto. Mem. Soc. Ent. It. Vol. XLV.

Utzeri C., 1994. Odonata. In: Minelli A., Ruffo S. & La Posta S. (eds.) Checklist delle specie della fauna italiana., 35.
Calderini, Bologna.



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