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Testo e foto di Fabio Danzi
Chi da giovane non ha mai indossato un paio di pattini a rotelle, con la scarpetta
alta in cuoio oppure con stringhe alle quali legare le semplici scarpe da ginnastica ?
Le ruote larghe e piatte non permettevano una sicura pattinata sulle nostre strade dissestate.
Negli anni 70 in America, grazie alla ditta Rollerblade, nacquero i primi pattini con ruote
in linea (quattro ruote montate l'una dietro l'altra), molto veloci, adatti alle strade asfaltate.
Solo vent'anni dopo questi attrezzi giunsero in Italia, grazie alla ditta Roces di Montebelluna
e fu subito un successo.
Da anni, causa la mania di sciare, stavo pensando all'acquisto degli Skiroll ma, non essendo
io un fondista e non potendo sciare a slalom con essi, ho sempre desistito.
Nel vedere il campionario Roces del 1990 gridai al miracolo e subito acquistai un paio di pattini
con scafo in plastica e chiusura a tre ganci, simili a "scarponi da sci".
Due anni più tardi organizzai per i clienti del mio negozio, corsi di pattinaggio in linea con
istruttori di pattinaggio. Dal 1994 al 1998 con due amici feci l'istruttore di Pattinaggio insegnando
a centinaia di giovani a pattinare per le strade con questi divertentissimi attrezzi. Dal 1994 uso
pattini Rollerblade, prima in materiale plastico, simili a scarponi da sci e da qualche anno a questa
parte con scafo esterno morbido sostenuto da una struttura in plastica a due densità che conferisce
il giusto sostegno. Il telaio è in alluminio e ad esso si possono fissare quattro ruote di diametro fino a 90 mm.
I modelli disponibili sul mercato sono diversi e soddisfano le esigenze di qualsiasi pattinatore, dal
principiante all'atleta delle varie discipline: slalom, hockey, ecc...
Se volete saperne di più vi consiglio di visitare il sito www.rollerblade.com.
LE DISCIPLINE
Molti usano i pattini in linea semplicemente nei campetti di basket oppure nei parcheggi
d'auto vuoti. Qui si gira come trottole e se non si organizzano partitine di hockey, si finisce
con l'annoiarsi e peggio ancora con l'appendere al "chiodo" il paio di pattini.
Le discipline più divertenti e utili al nostro fisico sono:
. lo skate slalom, sviluppatasi per la prima volta in Italia, consiste nel compiere un percorso
in discesa delimitato da pali snodati infissi nell'asfalto a debita distanza e a varie angolazioni.
Come nelle gare di sci essa si pratica con bastoncini. Molto utile per l'allenamento a secco di sciatori
alpini, siano essi atleti o amatori. La Germania è il Paese nel quale questa disciplina conta il maggior
numero di praticanti, circa 5000.
. il nordic skate, con la quale il pattinatore, grazie all'uso di bastoncini molto più lunghi di
quelli usati nello skate slalom, imita il gesto dello sci da fondo a tecnica
skating, allenando così
anche gli arti superiori. Con essa si possono raggiungere velocità in piano anche superiori ai 30 km orari.
. lo skate arc, disciplina che abbina ai bastoncini, arco e frecce. Tirare con l'arco dopo aver percorso
diversi chilometri, dà al pattinatore sensazioni nuove,
. la downhill, disciplina pericolosa e per pochi pattinatori, consiste nel scendere per strade di montagna
a folle velocità (anche a 90 km orari).
Per imparare al meglio queste discipline consiglio di partecipare ai corsi tenuti dalla Associazione
Sportiva Skate Team Bassano, nata nel 2001, con lo scopo di promuovere ed insegnare il pattinaggio in linea
in tutte le sue sfumature, a neofiti e atleti, adulti e bambini.
L'Associazione è composta da maestri federali FIHP (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio) ed è
affiliata all'AICS (Associazione Italiana Cultura e sport) ente di promozione sportiva riconosciuta dal CONI.
Presidente e tecnico è Roberto Sasso (Bobo) maestro della
FIHP, istruttore internazionale IISA
(brevetto USA), istruttore Stride (nordic walking) ex giocatore Hockey serie A
(Bassano, Sandrigo, Breganze,
Marzotto e Valdagno). Egli si avvale di valenti istruttori come: Cristina
Faini, Nicola Pontarolo e Maurizio Petrolli.
I corsi si tengono presso la palestra Einaudi località Santa Croce di Bassano del Grappa.
Per saperne di più visitate il sito www.skateteambassano.it
Nel nostro Paese rare sono le piste ciclabili e per pattinare è necessario andare in zone industriali,
ove il traffico alla sera o di domenica è inesistente, oppure percorrere strade secondarie di sera, muniti
di casco, protezioni, pila frontale e faretto posteriore per non farsi investire dalle auto.
Ricordo che il pattino è bandito dal codice della strada e che le forze dell'ordine ci possono multare
con un'ammenda di circa 36 euro. Io pattino quasi sempre la sera, dalle ore 21 in poi e sono stato fermato
sia da carabinieri che polizia stradale che fortunatamente hanno sempre chiuso un occhio. In fondo noi
pattinatori non facciamo nulla di male, pratichiamo solo un po' di sport e creiamo pericolo solo .....
a noi stessi!
CON I ROLLERBLADE VICINO A CASA NOSTRA
I luoghi da noi più belli per pattinare sono:
. la pista ciclabile della Valsugana che dal Cornale sale al lago di
Caldonazzo, anche se a tratti si
devono percorrere strade ad asfalto rovinato
. la piana di Marcesina, ove però la maggior parte delle strade è sterrata e non è possibile compiere
percorsi ad anello
. la ciclabile lungo l'Adige, da Rovereto a Bolzano, semplicemente "mitica".
ESCURSIONI FUORI DAL NORMALE.
Da vari anni mi balenava nella testa l'idea di scendere in pattini dal Passo Rolle e raggiungere
il paese di San Martino di Castrozza.
Nella primavera del 2001 il giro d'Italia salì al Passo Rolle e la sede stradale da San Martino
di Castrozza al Passo fu riasfaltata. Per il sottoscritto era un'occasione da non perdere !!
Per questa "gita", con un amico, scelsi un lunedì mattina del mese di giugno ma dovemmo fare
i conti con avversa situazione meteo. Arrivati a Fiera di Primiero trovammo la strada bagnata dalla
pioggia caduta durante la notte e così la discesa fu annullata.
Dopo un paio di settimane, (lunedì 2 luglio) partimmo alla volta del Passo
Rolle.
La giornata era meravigliosa, nel cielo non si scorgeva una nuvola e l'aria era limpidissima.
Tutto prometteva bene!
Alle ore 8,30 eravamo pronti, pattini ai piedi, al parcheggio della ex seggiovia Segantini.
Per il mio compagno d'avventura era questa la prima esperienza di discesa con i pattini da
una strada di montagna. Io ero già sceso da Campo Croce (M. Grappa),dal Monte Corno di Lusiana e
nell'estate 1997 salii con un amico dal Pian delle Fugazze (Piccole Dolomiti) al Rifugio Giuriolo
con i pattini. Qui, calzammo gli scarponi e raggiungemmo il Rifugio Fraccaroli a Cima
Carega.
Tornati al Rifugio Giuriolo rimettemmo i pattini (che custodivamo nello zaino) e scendemmo al
Pian delle Fugazze. Abbinammo così una pattinata con un'escursione in montagna.
Il nostro equipaggiamento era composto da:
. casco
. bastoncini (infatti l'idea era di scendere a slalom)
. ginocchiere
. gomitiere
. zainetto nel quale avevamo le scarpe da ginnastica per fare ritorno al Passo
percorrendo il sentiero
. borsa pronto soccorso (nel caso in cui....!!)
Nel primo tratto la pendenza è minima e ci siamo così spinti con i bastoni per guadagnare
velocità. La discesa vera inizia poco prima di Malga Fosse di Sopra e qui scendemmo a slalom per
controllare la velocità.
Dopo i primi cento metri di discesa la "tensione nervosa" andò scomparendo e concentrati
affrontammo senza difficoltà i stretti tornanti sotto Malga Fosse. Da questi la strada si allarga
e la pendenza diminuisce permettendoci, grazie anche all'asfalto perfetto, di compiere delle
belle curve larghe.
Abbiamo scelto il lunedì mattina per evitare il traffico automobilistico. L'incontro ravvicinato
in curva con un automezzo non sarebbe dei più piacevoli !
Giunti a San Martino togliemmo i pattini e indossammo le scarpe da ginnastica. Seguimmo il sentiero
che porta al Passo e in ore 1,10 giungemmo all'auto.
Gita spettacolare consigliabile solo a pattinatori esperti.
Maggio 2007, Castello di Tesino Passo Brocon.
Parcheggiata l'auto a Castello Tesino e indossati i pattini salii con l'aiuto dei bastoncini,
con la tecnica dello sci da fondo pattinato, i dodici chilometri che portano al Passo
Brocon. L'asfalto
in molti tratti è pessimo, rugoso e le ruote non scorrono molto, la fatica si fa quindi sentire parecchio.
Per salite in montagna io consiglio gli skiroll, con i quali si può fare anche il passo alternato ma con
questi non si riesce a scendere a curve strette.
Giunti alla Colonia la strada scende dolcemente fino agli impianti sci di Malga Marande e quindi in
falso piano raggiunge il Passo (Bar e ristoranti). Qui un buon pranzetto al ristorante Pizzo degli Uccelli
è vivamente consigliabile.
Indossate le protezioni (non necessarie in salita) si percorre a ritroso il percorso di andata, divertente
fino alla Colonia dalla quale inizia la vera discesa, molto impegnativa (strada spesso piuttosto stretta e
asfalto rovinato). Prestare molta attenzione in caso di traffico.
Gita molto impegnativa in discesa, consigliabile solo ad esperti.
A volte io salgo al Passo in auto, calzo i pattini, raggiungo la Colonia e ritorno al Passo dopo aver
percorso circa 9 chilometri.
Il percorso lo si può compiere più volte percorrendo così molta strada.
Nel 2007 lo feci per allenamento percorrendo in una mattina cinquantaquattro chilometri.
Giugno 2007 Da Rovereto a Bolzano 85 chilometri.
La Roller Estreme, la gara più massacrante con i pattini in linea, ha avuto vita corta.
Dopo qualche edizione è stata annullata. Pochi gli skater che si iscrivevano e le spese organizzative
non giustificavano il mantenimento in vita di detta manifestazione.
Con un amico avevo sperato fino all'ultimo che i responsabili tornassero sui loro passi e organizzassero
l'edizione 2007 ma purtroppo nel 2006 avevano avuto 170 iscritti contro i 300 sperati.
Poco male. Eravamo decisi a percorrere lo stesso detto tragitto, non ci serviva l'attestato di
partecipazione noi facciamo sport solo per divertimento e non dobbiamo far vedere nulla a nessuno.
Sicuramente migliaia sono i pattinatori migliori di noi.
Visto che non abbiamo più vent'anni, ci siamo allenati parecchio, con i pattini ma anche con la bici.
Sapevo che più della metà degli iscritti alla Roller Extreme degli anni precedenti si ritiravano durante
il percorso. Spesso nel pomeriggio dovevano fare i conti con un forte vento che soffiava da Bolzano
verso Trento.
Una domenica partimmo e giunti a Rovereto parcheggiammo nei pressi della stazione ferroviaria, ove
parte la bellissima ciclabile. In circa trenta chilometri si giunge a Trento, ove bisogna fare attenzione
a non smarrire la ciclabile del lungo Adige (noi siamo finiti in centro e abbiamo così perso un bel po'
di tempo). Quindi si prosegue verso Mezzo Corona ma prima di raggiungere il paese siamo stati bloccati
dalla forestale che non ci ha lasciato proseguire perché gli artificieri dovevano far saltare una bomba
trovata in una cava adiacente alla pista. Così abbiamo dovuto tornare indietro di tre chilometri,
uscire dalla ciclabile e prendere la strada statale Trento Bolzano che percorsa con i pattini e
di domenica non è certo il massimo.
Arrivati ad un bici grill abbiamo fatto sosta e riempito le nostre sacche idriche che erano
vuote (alla fine abbiamo bevuto tre litri di liquidi a testa più un caffè e mangiato appena
due barrette energetiche).
Dopo sette ore dalla partenza da Rovereto siamo finalmente giunti alla stazione ferroviaria
di Bolzano. Qui abbiamo preso ovviamente il treno per fare ritorno all'auto. Eravamo un po' stanchi
ma molto soddisfatti.
Gita consigliabile a pattinatori allenati. Si può abbandonare il percorso in più punti e prendere
il treno per il ritorno.
Non presenta difficoltà tecniche.
Percorsa da Bolzano a Rovereto la ciclabile è in leggera discesa e quindi la fatica si dimezza.
Noi abbiamo voluto scegliere il percorso della Roller Extreme.
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